Molte persone guardano al termine “crisi di guarigione” con diffidenza. È normale. Intorno a questo concetto circola molta informazione confusa e talvolta viene usato in modo improprio o esagerato. Per questo è importante spiegare le cose in modo semplice, razionale e senza rivestirle di promesse irrealistiche.
La crisi di guarigione NON è una malattia.
La crisi di guarigione NON è una diagnosi medica.
La crisi di guarigione NON significa che “ti ammali per guarire”.
È solo un termine usato per descrivere reazioni temporanee del corpo al cambiamento.
*Perché l’idea non è assurda, anche se il termine non è medico
Il corpo umano funziona sulla base dell’adattamento. Si adatta a:
· postura scorretta
· stile di vita sedentario
· stress
· dolori cronici
· mancanza di movimento
· sovraccarico
Anche se queste condizioni non sono sane, il corpo impara a conviverci. Quando intervieni e cambi qualcosa, il corpo deve riorganizzarsi.
Questa riorganizzazione può essere percepita.
Un esempio molto semplice:
Se per anni sei stato curvo, la tua schiena si è abituata a quella posizione. Quando inizi a stare più dritto, nei primi giorni possono comparire dolori. Questo non significa che stare dritti faccia male. Significa che muscoli e articolazioni stanno imparando qualcosa di diverso.
*Perché compare il disagio e non la “guarigione istantanea”
Molte persone si aspettano che qualsiasi terapia produca solo rilassamento immediato. In realtà, il corpo non funziona come un interruttore acceso-spento.
Il disagio compare perché:
· muscoli rigidi vengono rimessi in movimento
· aree poco utilizzate vengono stimolate
· la circolazione cambia
· il sistema nervoso esce da uno stato di tensione cronica
· il corpo consuma più energia per adattarsi
Tutti questi sono processi fisiologici normali. Non sono segnali che “si stia eliminando qualcosa di negativo dal corpo”, ma che l’organismo sta cambiando il proprio modo di funzionare.
*Confronto logico per gli scettici
· Sport dopo una pausa: i primi allenamenti fanno male, poi il corpo si adatta
· Cambio del materasso: le prime notti possono essere scomode
· Occhiali nuovi: nei primi giorni possono comparire mal di testa
· Correzione della postura: inizialmente compaiono tensioni
In tutti questi casi, il disagio NON significa che il cambiamento sia sbagliato.
*Cosa NON è una crisi di guarigione
Per gli scettici, questa parte è essenziale.
Una crisi di guarigione NON è:
· dolore severo
· peggioramento progressivo
· marcato malessere generale
· febbre
· debolezza muscolare
· formicolii persistenti
· sintomi neurologici
Se compaiono questi segni, non si parla di adattamento, ma di un problema che deve essere valutato dal punto di vista medico.
Un terapeuta responsabile non dirà mai:
“È normale sentirsi molto male, continua.”
*Perché il termine è controverso
Il termine è stato ripreso e usato in modo eccessivo, soprattutto in:
· pratiche di detox estreme
· integratori senza base scientifica
· terapie promosse in modo aggressivo
Qui nasce la confusione. Il problema non è la reazione in sé, ma il modo in cui viene spiegata e utilizzata.
La spiegazione sbagliata è:
“Si stanno eliminando le tossine.”
La spiegazione corretta è:
“Il corpo si sta adattando a un cambiamento funzionale.”
*Come si presenta una reazione normale e accettabile
Una reazione considerata normale:
· è lieve
· è temporanea
· non spaventa
· non limita in modo severo l’attività
· migliora spontaneamente
Esempi:
· stanchezza
· indolenzimento muscolare lieve
· rigidità
· sensazione di disagio generale
· sonnolenza
*Il ruolo della comunicazione con il terapeuta
Per uno scettico, la comunicazione è la chiave della fiducia.
Un terapeuta corretto:
· spiega cosa può accadere
· non promette guarigioni miracolose
· regola l’intensità
· tiene conto delle reazioni
· raccomanda una pausa se necessario
· invia dal medico se compaiono segnali di allarme
Lo scopo della terapia non è dimostrare qualcosa, ma aiutare il corpo a funzionare meglio.
*Conclusione per gli scettici
Non è necessario credere nella “crisi di guarigione” come in un concetto astratto. È sufficiente capire che qualsiasi cambiamento fisico reale può comportare un breve periodo di adattamento.
Se le reazioni sono:
· lieve
· temporanee
· in diminuzione
allora il corpo si sta adattando.
Se le reazioni sono:
· intense
· persistenti
· in aumento
allora non si tratta di adattamento e va cercata un’altra spiegazione.
La comunicazione con il terapeuta e la comprensione del processo aiutano molto ad attraversare questa fase.